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C. Azioni concrete di conservazione

C1. Realizzazione di una proposta metodologica per la valutazione del rischio ambientale di piante superiori geneticamente modificate

Nel 2003, per conto del MATTM, un gruppo di esperti ha sviluppato una proposta metodologica per supportare e consentire una valutazione standardizzata dei rilasci ambientali a scopo sperimentale di piante superiori geneticamente modificate (http://bch.minambiente.it/IT/biosicurezza/propmet.asp). Questa proposta metodologica si basa sul presupposto che il verificarsi di un rischio, associato al rilascio di un OGM nell'ambiente, è strettamente legato alla presenza di quattro componenti e alle loro interrelazioni:

FONTE     FATTORI DI DIFFUSIONE     VIE DI MIGRAZIONE     RECETTORI
Dove:
Fonte è il sito dove viene rilasciato l'organismo e/o è capace di esprimere le sue caratteristiche nocive;

Fattori di diffusione sono legati alle caratteristiche biologiche dei percorsi di migrazione e alle caratteristiche chimiche, fisiche e biologiche dell'ambiente ricevente;

Recettori sono gli organismi e gli ecosistemi.

Un modello operativo è stato sviluppato sulla base dello schema sopra riportato e un questionario elettronico è collegato al modello; la prima implementazione si applica ai campi di piante geneticamente modificate coltivati a fini sperimentali. Secondo la proposta metodologica, l'utente, rispondendo a specifici gruppi di domande, è in grado di seguire un percorso fatto ad albero decisionale a partire dalla fonte e che conduce agli organismi e agli ecosistemi potenzialmente interessati e all'identificazione dei relativi impatti (se presenti). L'editing del questionario dà una completa caratterizzazione dei fattori di diffusione e delle vie di migrazione specifica per la PSGM e per il luogo del rilascio. Lo scopo di questa azione è quello di applicare la proposta metodologica nelle condizioni di campo. Per questo scopo saranno allestiti studi sul campo in aree selezionate, rappresentative delle principali realtà agro-ambientali e colturali italiane, già autorizzate per l'immissione sul mercato in Europa (mais e colza oleosa). L'azione prevede due fasi distinte: una prima fase di monitoraggio nei campi sperimentali e una seconda di analisi dei dati raccolti. Il monitoraggio è effettuato allo scopo di determinare: flusso genico e dispersione del polline di Brassica napus nelle condizioni di campo (attività 1.1); valutazione della dispersione del polline nelle aree protette adiacenti ai campi sperimentali (attività 1.2); impatti sulle specie non-target (attività 1.3); valutazione della qualità del suolo e della diversità microbica (attività 1.4).


C2. Valutazione dell'efficienza delle attuali reti di monitoraggio agro-ambientale

Il primo obiettivo di questa azione è quello di valutare l'idoneità per il monitoraggio degli OGM dei programmi e delle reti preliminarmente individuate nell'azione A2. Per quanto riguarda i contenuti, i collegamenti tra i programmi esistenti e il monitoraggio degli OGM sono possibili se: i programmi esistenti coprono i comparti ambientali che sono rilevanti per il monitoraggio degli OGM (biota, aria, suolo, corpi idrici); i programmi esistenti coprono le problematiche ed i parametri che vengono rilevanti per il monitoraggio degli OGM; è possibile estendere il set di parametri e specie target coperti dai programmi esistenti; i programmi esistenti coprono le aree geografiche rilevanti per il monitoraggio degli OGM; è possibile compilare e valutare i dati ottenuti attraverso i programmi esistenti per coprire le problematiche del monitoraggio degli OGM. Per quanto riguarda l'organizzazione e la struttura, i collegamenti tra i programmi esistenti e di monitoraggio degli OGM sono possibili se: è assicurato un monitoraggio ambientale a lungo termine e il monitoraggio viene effettuato a intervalli di tempo che sono rilevanti per gli OGM; è possibile combinare le attività di campionamento degli attuali programmi di monitoraggio con quelle previste per gli OGM; i siti di monitoraggio dei programmi esistenti possono essere utilizzati come siti di monitoraggio o siti di riferimento per il monitoraggio degli OGM. Una volta identificate le reti adatte, l'obiettivo successivo è quello di valutare la loro efficienza, attraverso un test sul campo che non dovrebbe durare meno di 2 anni. Le autorità locali da coinvolgere nelle attività di monitoraggio saranno meglio individuate alla fine della azione A2 (Inventario delle reti di monitoraggio esistenti). Alla fine della C2, sarà richiesto esclusivamente di adattare la struttura e i protocolli operativi delle reti di monitoraggio individuate per includere l'obiettivo del monitoraggio degli effetti degli OGM.

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C3. Sviluppo di un software di supporto del sistema decisionale (DSS)

Sulla base dei risultati delle azioni preliminari, il partner ISPRA produrrà un software utile a guidare le scelte degli utenti per quanto riguarda la gestione del rischio dell'emissione deliberata nell'ambiente di organismi geneticamente modificati. Il software sarà sviluppato integrando il questionario elettronico già sviluppato dal MATTM (già descritto nell'azione C1), per includere la capacità di selezionare le procedure standard per le strategie di gestione del rischio utili a minimizzare i potenziali effetti negativi sulla biodiversità e sugli indicatori appropriati per il monitoraggio degli impatti potenziali. Il DSS è costruito in modo da aiutare l'utente di scegliere tra le misure di mitigazione possibili a disposizione per la situazione particolare. Il team di progetto dovrà rivedere le attuali misure di mitigazione proposte in scenari simili e suggerire quelli ritenuti più adatti per il caso specifico. Per esempio, saranno verificate a livello locale le distanze di sicurezza dalle colture GM, verranno localizzate e mappate le specie potenzialmente interfertili, verrà suggerito il potenziale di nuove specie di interesse conservazionistico, ecc.

Lo sviluppo del software prevede tre fasi:

  1. Realizzazione di una versione beta;

  2. Prova della versione beta da parte dei possibili futuri utenti;

  3. Sviluppo della versione finale.

La fase di test dovrà garantire un adeguato scambio con gli utenti in modo da aumentare la possibilità di una sua futura adozione. Il software sarà completato da un manuale utente. L'azione C3 sarà avviata nel quarto trimestre dell'anno 2011 e continuerà fino alla fine del progetto.

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