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IT4050001 - SIC Gessi bolognesi e Calanchi dell'Abbadessa

Descrizione generale:

L’area è situata nella prima collina bolognese, tra i torrenti Savena e Quaderna, ed è caratterizzata da affioramenti gessoso-solfiferi del Messiniano. Gli affioramenti rocciosi, diffusi ma ridotti, non hanno quasi mai l’aspetto di falesia continua, tuttavia sono riscontrabili tutti i fenomeni tipici delle morfologie carsiche. La morfologia carsica determina la presenza di condizioni microclimatiche assai differenziate: vegetazione termofila sulla sommità delle doline; vegetazione mesofila e sciafila sul fondo, con piante tipiche della fascia altitudinale più elevata; vegetazione xerica con inconsuete presenze mediterranee nei versanti meridionali e con roccia affiorante. Nel settore orientale il paesaggio è dominato da estesi bacini calanchivi su argille scagliose, sui quali si sviluppa la tipica vegetazione xerofila alotollerante. In generale il bosco non è molto diffuso (14%); prevalgono praterie a diverso grado di aridità (25%) connesse a cespuglieti, macchie e boscaglie, spesso con l’aspetto di gariga (15%), con frequenza di rocce affioranti (10%). Sono diffusi i coltivi, elevata è l’antropizzazione (siamo alle porte di Bologna). Il sito è in gran parte (86%) ricompreso nel Parco Regionale dei Gessi Bolognesi e dei Calanchi dell'Abbadessa: in zona preparco per 642 ha, in zona C per 1661 ha, in zona B per 932 ha, in zona A per 163 ha; sono inoltre incluse un’Azienda faunistico-venatorie e due zone di rifugio, ripopolamento e cattura faunistici.

Flora:

Alle tipiche formazioni termofile della media e bassa collina bolognese, si aggiungono situazioni post-colturali da un lato e peculiarità floristiche legate agli ambienti gessosi (presenze mediterranee associate a entità “microterme”) o agli ambienti calanchivi (flora specializzata) dall’altro. Le tipologie boschive prevalenti sono riconducibili a Laburno-Ostrieti mesofili con presenze "microterme" e a querceti xero-termofili a dominanza di Roverella, con stenomediterranee. Ambedue i tipi sfumano spesso l’uno nell’altro e in arbusteti che rappresentano forme di degradazione. Nei versanti più ombrosi e sul fondo delle doline il Carpino nero è accompagnato da querce, Orniello, e Acero campestre, più di rado da Tiglio, Carpino bianco, Cerro e Castagno (su terreni con un buon grado di acidità). Si tratta in larga parte di boschi cedui, che hanno subìto tagli frequenti e che scarseggiano di individui grandi e vecchi; il sottobosco è localmente ancora ricco di specie erbacee rare, in gran parte protette a livello regionale, quali Erythronium dens-canis, Scilla bifolia, Corydalis cava, Galanthus nivalis. Nei versanti caldi il querceto di Roverella risulta sovente corredato da specie mediterranee e presenta una variante acidofila con Cerro, Cisto femmina, Erica arborea e Brugo. Non mancano boschi ripariali lungo le sponde dei torrenti Savena, Idice e Zena, con Pioppo nero, e secondariamente Pioppo bianco, Salice bianco e Ontano. Nei greti prevale Salix purpurea ed è segnalata la presenza di Typha minima, elofita rara e localizzata. Sui calanchi, con argilla affiorante instabile e localmente ricca di sali, vegetano specie xerofile come Agropyron pungens e Aster linosyris, a cui si affiancano pochi isolati cespi di Artemisia, Orzo marittimo e Scorzonera. E’ presente l’endemica e rara Ononis masquillierii, una rara leguminosa esclusiva dei terreni argillosi emiliani e marchigiani. Nelle praterie, spontanee o post-colturali, dominano le graminacee (Forasacco, Paleo, Erba mazzolina) a cui si affiancano leguminose (soprattutto la Sulla nelle argille) e composite. A questi ambienti sono anche legate specie di particolare interesse, spesso protette dalla legge regionale, quali le orchidee Gymnadenia conopsea, Orchis morio e, più rare, Orchis coriophora, Ophrys bertolonii e O. fusca.

Fauna:

Di assoluto rilievo è la presenza di colonie riproduttive e siti di riposo e svernamento di Chirotteri legati ad habitat di grotta. La locale comunità di pipistrelli comprende una decina di specie, delle quali sei di interesse comunitario: Ferro di cavallo minore (Rhinolophus hipposideros), Ferro di cavallo maggiore (Rhinolophus ferrumequinum), Ferro di cavallo euriale (Rhinolophus euryale), Vespertilio maggiore (Myotis myotis), Vespertilio di Blith (Myotis blithii), Miniottero (Miniopterus schreibersi). Circa gli altri Mammiferi, è il caso di citare la presenza dell'Istrice, del Quercino e della Puzzola. Per quanto riguarda gli uccelli, è rilevata la presenza di specie di interesse comunitario tipiche degli habitat collinari termofili e comunemente nidificanti (Calandro, Tottavilla, Ortolano, Averla piccola, Succiacapre, Albanella minore). Aquila reale e Ghiandaia marina sono presenti ma non si riproducono nell'area. L'avifauna migratrice rileva la presenza regolare e la nidificazione di 20-25 specie tra le quali spiccano Quaglia, Prispolone, diversi Silvidi legati agli ambienti arbustivi termofili e mediterranei, Topino e Gruccione che nidificano in cavità scavate in pareti con substrato terroso o sabbioso. Tra i vertebrati minori compaiono gli anfibi Tritone crestato e Ululone appenninico, i rettili Saettone e Colubro del Riccioli (Coronella girondica) e i pesci Chondrostoma genei, Leuciscus souffia, Barbus plebejus, Barbus meridionalis e Cobitis taenia, oltre a Padogobius martensii. Tra gli invertebrati, quattro sono le specie di interesse comunitario: Gambero di fiume (Austropotamobius pallipes), il Lepidottero Eterocero Euplagia quadripuntaria e i due Coleotteri legati agli ambienti forestali e con resti di alberi marcescenti Lucanus cervus e Cerambix cerdo. E’ presente anche la farfalla Zerynthia polyxena.

(fonte http://www.regione.emilia-romagna.it/wcm/natura2000)